Alcuni tra i risultati più interassanti ottenuti dal gruppo INTEGRAL di IASF-Bologna e apparsi come POM (picture of the month) sul sito dell’ESA

INTEGRAL (International Gamma-Ray Astrophysics Laboratory) è un telescopio spaziale lanciato il 17 ottobre del 2002, dalla base russa di Baikonur, con la missione di studiare il cielo in banda gamma. I raggi gamma offrono una finestra sui processi a più alta energia dell’Universo, ma sono anche i più difficile da catturare. INTEGRAL è dunque fra le missioni scientifiche più ambiziose degli ultimi anni, nonché uno dei satelliti più pesanti mai lanciati nello spazio.

Selezionato  nel 1993 come missione di medie dimensioni  da realizzare nell’ambito del programma Horizon 2000, INTEGRAL è stato concepito come un  osservatorio  gestito dall’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, con un contributo della Russia (per il lanciatore Proton) e della NASA (per la Deep Space Network ground station). La principale industria coinvolta nella realizzazione di INTEGRAL è stata l’italiana Alenia Aerospazio, responsabile del disegno, dell’integrazione e dei test del satellite.

A bordo di INTEGRAL sono in funzione quattro strumenti scientifici:

  • L’imager Gamma IBIS,   e’ in grado di localizzare le singole sorgenti con una precisione di 30 secondi d’arco. Lo strumento, che opera nell’intervallo di energia 15 keV-10 MeV, consiste di un rivelatore  composto da due strati di rivelazione: quello superiore (ISGRI) è un mosaico di 16.384 blocchetti di CdTe, adatto ad operare alle basse energie quello inferiore  (PiCSIT) e formato da 4.096 blocchetti di CsI, adatto alla rivelazione dei fotoni più energetici. IBIS e’ un telescopio a maschera codificata:la maschera realizzata da una lastra di  tungsteno dello spessore di 16 mm, è posta a 3,2 m dal rivelatore. L’Italia ha giocato un ruolo fondamentale nella realizzazione di questo strumento attraverso la Pi-ship di Pietro Ubertini e la responsabilita’ della realizzazione di PiCsit affidata ad un gruppo di ricercatori dell’IASF/Bologna.
  • Lo Spettrometro SPI  offre un’ottima risoluzione energetica nell’intervallo 20 keV – 8 MeV. SPI e’ formato da  un insieme di 19 rivelatori esagonali al germanio di grande purezza, raffreddati a -183 gradi Celsius (90 Kelvin).
  • Il Monitor X, JEM-X fornisce immagini nella banda 3-35 keV con una buona risoluzione angolare grazie ancora alla tecnica della maschera codificata. I rivelatori sono  contatori a gas con microstrip.
  • Il Monitor Ottico OMC che  è fondamentalmente un telescopio ottico a rifrazione tradizionale, ha una lente di  5 cm e un CCD (rivelatore ad accoppiamento di carica) nel piano focale.

Da 9 anni INTEGRAL osserva il cielo continuamente, regalandoci immagini indimenticabili e fornendoci informazioni preziose sulla sua struttura, evoluzione e variabilità.
Link suggerito: ESA INTEGRAL