INAF/IASF-Bologna è particolarmente attento ed attivo nell’ambito della didattica. Numerosi sono i programmi e le iniziative, le cui proposte si incentrano sugli argomenti principali dell’astrofisica, della cosmologia e delle tecnologie ad esse associate. Gli strumenti didattici utilizzati includono presentazioni multimediali e relativi laboratori rivolti a scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo grado e secondarie di secondo grado (eventualmente integrati da tutorati e stage).

Elenco dei progetti e proposte per le scuole:

La forma della Luna

Destinatari: ultimo anno della Scuola dell’Infanzia (bambini di 5/6 anni).
Obiettivo:  Questo progetto nasce dall’idea di portare nelle Scuole dell’Infanzia un percorso di Astronomia che sia accessibile ai bambini di 5/6 anni, avvicinandoli allo studio della Luna e suscitando in loro interesse e curiosità per il mondo scientifico, in particolare per l’astronomia, attraverso descrizioni, racconti ed esperienze pratiche volte a comprendere e sedimentare concetti fondamentali.

 

Dalla Terra alla Luna

Destinatari: Classi IV e V della Scuola Primaria; classi I della Scuola Secondaria di I grado.
Obiettivo: Avvicinare gli studenti allo studio della Luna e alla comprensione dei fenomeni che riguardano il nostro satellite (fasi lunari, maree, eclissi). Suscitare interesse e curiosità per il mondo scientifico, in particolare per l’astronomia e la fisica sperimentale, attraverso descrizioni, racconti ed esperienze pratiche volte a comprendere e sedimentare concetti fondamentali.

Articoli sul progettoSpazio ai bambini

 

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I pianeti del Sistema Solare

Destinatari: Classi IV e V della Scuola Primaria.
Obiettivo: Avvicinare gli studenti allo studio dei pianeti del Sistema Solare e all’analisi critica delle loro caratteristiche e dimensioni. I bambini, dopo aver raccolto su internet in maniera autonoma le informazioni sui diametri dei pianeti, verranno guidati nella scelta della scala da utilizzare per la riproduzione tridimensionale, che terrà conto anche delle caratteristiche macroscopiche degli stessi (colore, peculiarità). Verranno illustrate le caratteristiche salienti di ogni pianeta e, al termine, verrà proposto ai bambini un brano rap sui pianeti del Sistema Solare che li aiuterà a ricordare, divertendosi, i concetti più importanti imparati nella lezione.

 

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 Quanto è grande il Sistema Solare?

Destinatari: Classi IV e V della Scuola Primaria; Scuola Secondaria di I grado.
Obiettivo: Avvicinare gli studenti allo studio del Sistema Solare e all’analisi critica delle sue dimensioni. L’obiettivo principale è quello di far costruire un modello in scala del Sistema Solare, sia per quanto riguarda il diametro dei corpi celesti che le distanze che intercorrono tra di essi. I bambini, dopo aver raccolto su internet in maniera autonoma le informazioni di diametri e distanze degli oggetti coinvolti, verranno guidati nella scelta della scala da utilizzare per la riproduzione. Inoltre, spesso sui libri di testo della scuola primaria, quando si parla di Sistema Solare vengono illustrati il Sole e i pianeti, dimenticando la fascia di Kuiper e della Nube di Oort. Ai ragazzi verranno fornite alcune conoscenze che per gli astronomi sono già conoscenze acquisite, ma che non lo sono altrettanto per la gente comune, avvicinandoli in questo modo all’affascinante campo della ricerca scientifica.

 

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 Esperimento di Herschel

Destinatari: La lezione si può proporre a partire dagli ultimi anni della Scuola Primaria fino alla Scuola Secondaria (di Primo e Secondo grado). Sulla base dell’età e del livello delle conoscenze degli studenti, la lezione viene adattata utilizzando un linguaggio adeguato e sottolineando con maggiore o minore enfasi aspetti differenti.
Obiettivo: Avvicinare gli studenti alla comprensione della luce, intesa come spettro di radiazioni costituito da una varietà di componenti, non tutte visibili. Si propone una lezione con un laboratorio didattico mirato a riprodurre l’esperimento che Herschel fece nel 1800, nel quale scoprì una nuova forma di radiazione diversa dalla luce visibile: la radiazione infrarossa. Il metodo alla base dell’incontro è la necessità di far capire “facendo” piuttosto che far capire “spiegando”. Questo perché una lezione frontale su una tematica di questo tipo, visto il livello di astrazione intrinseco dell’argomento trattato, risulterebbe poco produttiva e di scarso impatto se non supportata da una qualche dimostrazione sperimentale dei concetti veicolati; dimostrazione che solo un’esperienza pratica riesce a fornire.

 

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 E poi c’è anche il resto dell’Universo