Il primo spettro.

Il giorno 11 luglio si è tenuta in ASI la riunione finale del progetto Laue, dedicato allo sviluppo di una tecnologia per la realizzazione di lenti per raggi gamma. La riunione, a cui ha partecipato la Commissione di Collaudo, era stata preceduta da una survey tecnica per assistere ai test della lente presso la facility LARIX di Ferrara.
Si tratta di un risultato di grande importanza scientifica e tecnologica. Infatti con la tecnologia sviluppata si potranno realizzare lenti anche di lunga focale. L’apparato realizzato sotto la responsabilità scientifica di Filippo Frontera, è installato nel tunnel sotterraneo di 100 m di lunghezza presso il laboratorio LARIX del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell’Università di Ferrara. Esso è stato testato per la realizzazione di un petalo di lente di 20 m di lunghezza focale.
Per la prima volta sono stati impiegati cristalli curvi che consentiranno di raggiungere sensibilità oltre 100 keV, due ordini di grandezza migliori di quelle degli esperimenti non focalizzanti come gli strumenti a bordo di INTEGRAL.

Le lenti di Laue possono avere applicazioni anche in ambiti non astrofisici, come quello medicale, per esempio, nel campo della radioterapia.
Al progetto, finanziato da ASI, oltre all’Università di Ferrara e all’INAF-IASF di Bologna, hanno partecipato l’istituto CNR-IMEM di Parma, la DTM SpA di Modena e la Thales-Alenia Space Italia di Torino e Milano.

“Ho visto nascere l’idea della lente di Laue nel 2004 con uno studio che ha dato risultati molto interessanti- dice Barbara Negri, responsabile dell’unità Esplorazione e Osservazione dell’Universo dell’ASI, ma anche responsabile di questo progetto -. Ora, è stato realizzato un petalo che ha testato con successo le tecnologie per la realizzazione di una lente di Laue per la focalizzazione di raggi gamma.

Il prossimo passo è dimostrare ai possibili partner internazionali che si può fare una buona scienza e vedere se si può costruire una missione intorno a questa tecnologia innovativa!”